Lotto 13 | Toni Benetton (1910 - 1996) Linee generatrici n. 3 (bozzetto), 1973

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BENETTON, IL FERRO E L'ANIMA SESSIONE UNICA
giovedì 20 marzo 2025 ore 18:00 (UTC +01:00)

Toni Benetton (1910 - 1996) Linee generatrici n. 3 (bozzetto), 1973

Toni Benetton (1910 - 1996)
Linee generatrici n. 3 (bozzetto), 1973
Ferro, lamine e fili saldati
91 x 178 x 63 cm






Bibliografia: L. Rossi Bortolatto, a cura di, "Antonio Benetton, catalogo della mostra", Milano, 1973; G. Marchiori, F. Solmi, L. Rossi Bortolatto ed altri, testi di, "Toni Benetton", Treviso, 1975, p. 47; F. Batacchi, "Benetton 1. Il Ferro", Venezia, 1990, pp. 137, 148-149 e 370, scheda 259
Esposizione: Galleria La Galassia, Milano, 1973; Museo Ca' da Noal, Treviso, 1975; Galleria d'Arte Moderna, Bologna, 1977
Certificati: Certificato di Ada Allegro Benetton, curatrice dell'archivio Benetton

Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 90%

Alla fine degli anni Sessanta l'ospedale di Treviso è in ampliamento e, per legge, il 2% dell'importo deve essere destinato ad opere d'arte. Per Benetton il desiderio di lasciare un segno nella città natale è grande. Davanti all'edificio si apriva una rotonda di circa 20 metri, la prima e l'ultima cosa vista dai visitatori, ma l'oggetto costante dello sguardo dei pazienti.
Benetton pensa allora ai sentimenti delle persone che soffrono e immagina una grande scultura che si muove col vento, come per accoglierli e proteggerli, per tenergli compagnia.
La serie delle "Linee generatrici", che inizia nel 1973, mostra le soluzioni progettuali immaginate da Benetton per questo obiettivo.
Naturalmente, aumentando le dimensioni, il fattore che interagisce maggiormente è il vento: è quindi importante dissipare verso le fondamenta l'energia accumulata nell'attrito con l'aria.
Effettivamente Benetton realizzò il suo progetto - una grande scultura di 13x16x6 metri - che si muoveva sollecitata dal vento: tuttavia, l'amministrazione dell'ospedale, dopo l'introduzione dell'elisoccorso con i conseguenti potenti movimenti d'aria, decise di ancorarla con due blocchi di cemento, mandando su tutte le furie l'artista. La piena manifestazione della sua idea di scultura vitale e mobile nell'ambiente è quindi affidata a bozzetti come quello in asta, che prende le mosse dalla forma della vela (mentre altri sono mutuati dallo studio delle ali).

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