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Antonio Nunziante
aste
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Asta N. 395 - Libri e Manoscritti

Esposizione:
12, 13, 14 maggio 2017
(10/13 - 14.30/18.30)


Casa d'asta: IL PONTE
Milano (MI), Palazzo Crivelli - Via Pontaccio, 12
Tel: 02 8631410
Fax: 02 72022083
Sito: http://www.ponteonline.com
Email: asta.live@ponteonline.com

In data: 22/05/2017 - Ore 15:00 - Sessione Unica - dal lotto 2601 al lotto 2814


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LottoImmagineDescrizione completaValutazione
2601
[ALBUM PITTORICO] -- Album pittorico contenente disegni di autori e soggetti diversi dei secoli XVIII-XX.

Interessante raccolta eterogenea di disegni, prospetti, caricature, ritratti fotografici e stampe, alcuni dei quali acquarellati o a colori. Pochissime sono le opere firmate, fra cui ad esempio un "Ritratto di fanciullo" a firma F. Overbeck e una "Figura di uomo" firmato Carlo Ferrari.

Album di formato oblungo (400 x 280mm). Circa 190 disegni, di dimensioni varie, eseguiti a penna, matita e pastello, nonché ritratti fotografici e stampe a colori. 
Legatura in piena tela ottocentesca, privo di dorso; sul piatto anteriore antica etichetta cartacea "Album ricordi".

A pictorial album including many drawings, prospects, caricatures, portraits and prints some of which watercoloured or coloured in pencil. Only few works are signed like the "Portrait of a young child" by Overbeck and a "Man" by Carlo Ferrari. Approximately 190 drawings of various size.


[ALBUM PITTORICO] -- Album pittorico contenente disegni di autori e soggetti diversi dei secoli XVIII-XX. Interessante raccolta eterogenea di disegni, prospetti, caricature, ritratti fotografici e stampe, alcuni dei quali acquarellati o a colori. Pochissime sono le opere firmate, fra cui ad esempio un "Ritratto di fanciullo" a firma F. Overbeck e una "Figura di uomo" firmato Carlo Ferrari. Album di formato oblungo (400 x 280mm). Circa 190 disegni, di dimensioni varie, eseguiti a penna, matita e pastello, nonché ritratti fotografici e stampe a colori. Legatura in piena tela ottocentesca, privo di dorso; sul piatto anteriore antica etichetta cartacea "Album ricordi". A pictorial album including many drawings, prospects, caricatures, portraits and prints some of which watercoloured or coloured in pencil. Only few works are signed like the "Portrait of a young child" by Overbeck and a "Man" by Carlo Ferrari. Approximately 190 drawings of various size. Stima minima: 1.000,00
Stima massima: 1.500,00
2602
[ASBURGO, Carlo VI di (1685-1740)] -- Imponente bolla pergamenacea con firma autografa di Carlo VI d'Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Napoli. Data topica e cronica: Vienna, 22 novembre 1715. Nome del redattore della bolla: Petrus Josephus Dolberg.
Incipit: "Carolus VI Divina Favente Clementia Electus".

Bellissima bolla manoscritta su pergamena dell'imperatore Carlo VI, padre di Maria Teresa d'Austria, in cui conferma a Carlo Pacecco Carafa i titoli già assegnati nel 1420 al suo antenato Antonio Carafa dalla Regina di Napoli, Giovanna d'Angiò.

Pergamena sbiancata (330 x 270mm), costituita da 46 fogli (comprese le guardie, coeve pergamenacee). Scrittura corsiva molto calligrafica e posata. Bellissimo fregio in inchiostro nero a motivi floreali che racchiude l'incipit "Carolus VI Divina Favente", sovrastato dallo stemma regio con due aquile coronate. Specchio di scrittura 230 x 185mm, rr. 21; tracce della rigatura in matita.
La bolla è rilegata in tessuto di seta e fili d'oro, unita a uno stemma imperiale in ceralacca (diametro mm 140) conservato nell'originale scatola in legno (con un altro sigillo in ceralacca rimasto parzialmente conservato). Entro scatola originale in metallo. Stato di conservazione molto buono.

Fine manuscript on parchment by the Emperor Charles VI confirming to Carlo Pacecco Carafa the titles already assigned in 1420 to his ancestor Antonio Carafa from Giovanna d'Angiò, Queen of Naples.
46pp. including the endpapers in contemporary vellum.
Elaborate silk binding with the Emperor's arms in a wax seal, preserved in its original wooden box. In fine condition.


[ASBURGO, Carlo VI di (1685-1740)] -- Imponente bolla pergamenacea con firma autografa di Carlo VI d'Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Napoli. Data topica e cronica: Vienna, 22 novembre 1715. Nome del redattore della bolla: Petrus Josephus Dolberg. Incipit: "Carolus VI Divina Favente Clementia Electus". Bellissima bolla manoscritta su pergamena dell'imperatore Carlo VI, padre di Maria Teresa d'Austria, in cui conferma a Carlo Pacecco Carafa i titoli già assegnati nel 1420 al suo antenato Antonio Carafa dalla Regina di Napoli, Giovanna d'Angiò. Pergamena sbiancata (330 x 270mm), costituita da 46 fogli (comprese le guardie, coeve pergamenacee). Scrittura corsiva molto calligrafica e posata. Bellissimo fregio in inchiostro nero a motivi floreali che racchiude l'incipit "Carolus VI Divina Favente", sovrastato dallo stemma regio con due aquile coronate. Specchio di scrittura 230 x 185mm, rr. 21; tracce della rigatura in matita. La bolla è rilegata in tessuto di seta e fili d'oro, unita a uno stemma imperiale in ceralacca (diametro mm 140) conservato nell'originale scatola in legno (con un altro sigillo in ceralacca rimasto parzialmente conservato). Entro scatola originale in metallo. Stato di conservazione molto buono. Fine manuscript on parchment by the Emperor Charles VI confirming to Carlo Pacecco Carafa the titles already assigned in 1420 to his ancestor Antonio Carafa from Giovanna d'Angiò, Queen of Naples. 46pp. including the endpapers in contemporary vellum. Elaborate silk binding with the Emperor's arms in a wax seal, preserved in its original wooden box. In fine condition. Stima minima: 700,00
Stima massima: 1.000,00
2603
[ATTO NOTARILE, Padova] -- Documento privato d'epoca medievale su pergamena, redatto il 7 dicembre 1295 da Francesco, notaio di Hostilia ad Arine (distretto di Padova). Da un originale vergato nel 1265 da Francesco Bonifacio de Crespo, notaio imperiale.

Interessante atto notarile relativo alla presa di concessione di un terreno boschivo e paludoso da parte di Ser Zilio di Marino, in presenza di cinque testimoni. Fu redatto a Padova, libero comune di fazione guelfa dal 1256, anno in cui la città uscì dalla signoria ghibellina di Ezzelino da Romano, per intervento del Papa e della famiglia Estense.

8vo (160 x 165mm). Scrittura gotica notarile in inchiostro ocra su pergamena (lato carne); rr. 21 di scrittura (tracce di rigatura a secco). Bel signum tabellionis di mano del notaio nella sottoscrizione. Lieve difetto della pergamena sul margine destro.

An interesting notary document on vellum written in Padova in 1256 and relating to the woodland of Ser Silio of Marino.


[ATTO NOTARILE, Padova] -- Documento privato d'epoca medievale su pergamena, redatto il 7 dicembre 1295 da Francesco, notaio di Hostilia ad Arine (distretto di Padova). Da un originale vergato nel 1265 da Francesco Bonifacio de Crespo, notaio imperiale. Interessante atto notarile relativo alla presa di concessione di un terreno boschivo e paludoso da parte di Ser Zilio di Marino, in presenza di cinque testimoni. Fu redatto a Padova, libero comune di fazione guelfa dal 1256, anno in cui la città uscì dalla signoria ghibellina di Ezzelino da Romano, per intervento del Papa e della famiglia Estense. 8vo (160 x 165mm). Scrittura gotica notarile in inchiostro ocra su pergamena (lato carne); rr. 21 di scrittura (tracce di rigatura a secco). Bel signum tabellionis di mano del notaio nella sottoscrizione. Lieve difetto della pergamena sul margine destro. An interesting notary document on vellum written in Padova in 1256 and relating to the woodland of Ser Silio of Marino. Stima minima: 200,00
Stima massima: 300,00
2604
[ATTO NOTARILE, Padova] -- Documento privato d'epoca medievale su pergamena, redatto il 24 aprile 1388 dal notaio Zilio, figlio di Facino Calvi di Montagnana nella contrada di S. Giovanni delle Navi, Padova.

Bel documento di costituzione di debito da parte di Bartolomeo Telaroli e Zanino fu Bonaventura Linaioli. Nel 1388 Padova è sotto il potere della famiglia da Carrara (1318-1405), grazie alla quale la città conobbe il periodo di maggiore lustro in ambito economico e militare.

4to (283 x 190mm). Scrittura gotica notarile molto posata in inchiostro marrone su pergamena (lato carne); rr. 45 di scrittura (tracce di rigatura a secco). Iniziale ornata a inchiostro. Signum tabellionis di ricercata finezza nella sottoscrizione del notaio. Al verso una nota del notaio con i nomi degli autori dell'azione giuridica. Piccolo strappo della pergamena nel margine inferiore.

An interesting document on vellum written in Padova in 1388 and relating to a debt of Bartolomeo Telaroli and Zanino (Bonaventura) Linaioli.


[ATTO NOTARILE, Padova] -- Documento privato d'epoca medievale su pergamena, redatto il 24 aprile 1388 dal notaio Zilio, figlio di Facino Calvi di Montagnana nella contrada di S. Giovanni delle Navi, Padova. Bel documento di costituzione di debito da parte di Bartolomeo Telaroli e Zanino fu Bonaventura Linaioli. Nel 1388 Padova è sotto il potere della famiglia da Carrara (1318-1405), grazie alla quale la città conobbe il periodo di maggiore lustro in ambito economico e militare. 4to (283 x 190mm). Scrittura gotica notarile molto posata in inchiostro marrone su pergamena (lato carne); rr. 45 di scrittura (tracce di rigatura a secco). Iniziale ornata a inchiostro. Signum tabellionis di ricercata finezza nella sottoscrizione del notaio. Al verso una nota del notaio con i nomi degli autori dell'azione giuridica. Piccolo strappo della pergamena nel margine inferiore. An interesting document on vellum written in Padova in 1388 and relating to a debt of Bartolomeo Telaroli and Zanino (Bonaventura) Linaioli. Stima minima: 200,00
Stima massima: 300,00
2605
[BARATE, ATTO NOTARILE] -- Due documenti su pergamena, entrambi redatti il 27 marzo 1540 dal notaio Bartolomeo di Bonate.

Due instrumenta bonorum relativi ai beni del territorio di Barate. A piè di pagina il signum di Bartolomeus Panigarola Gubernator Officii Statutorum. In modo specifico, il primo è un instrumentum di Ludovico de Monte Breso, figlio di un tal Pietro, e residente nella parrocchia di S. Ambrogio in Solayrolo (nei pressi di Porta Ticinese a Milano), indirizzato a Francesco Tronamala (vicarius officium promissionum); il secondo rappresenta la replica del vicarius al suddetto Ludovico de Monte Breso.

Pergamena (c. 1recto costituita da 4 fogli di pergamena uniti al verso con lo spago, scrittura su lato carne; 1510 x 330mm). Scrittura mercantesca nitida e chiara; al verso regesto moderno. Rigatura a inchiostro e matita.

Two manuscript documents written on 27 March 1540 by the notary Bartolomeo of Bonate and relating to the land in Barate.


[BARATE, ATTO NOTARILE] -- Due documenti su pergamena, entrambi redatti il 27 marzo 1540 dal notaio Bartolomeo di Bonate. Due instrumenta bonorum relativi ai beni del territorio di Barate. A piè di pagina il signum di Bartolomeus Panigarola Gubernator Officii Statutorum. In modo specifico, il primo è un instrumentum di Ludovico de Monte Breso, figlio di un tal Pietro, e residente nella parrocchia di S. Ambrogio in Solayrolo (nei pressi di Porta Ticinese a Milano), indirizzato a Francesco Tronamala (vicarius officium promissionum); il secondo rappresenta la replica del vicarius al suddetto Ludovico de Monte Breso. Pergamena (c. 1recto costituita da 4 fogli di pergamena uniti al verso con lo spago, scrittura su lato carne; 1510 x 330mm). Scrittura mercantesca nitida e chiara; al verso regesto moderno. Rigatura a inchiostro e matita. Two manuscript documents written on 27 March 1540 by the notary Bartolomeo of Bonate and relating to the land in Barate. Stima minima: 200,00
Stima massima: 400,00
2606
BLAEU, William (1571-1638). Moluccae insulae celeberrimae. Amsterdam: [s.n. 1630].

Bella mappa colorata a mano all'epoca delle isole Molucche in Indonesia.

(foglio: 495 x 603mm; mappa: 375 x 485mm). Colorata a mano all'epoca (lieve macchia di umidità al margine inferiore sinistro).

A fine hancoloured map of the Maluku Islands.


BLAEU, William (1571-1638). Moluccae insulae celeberrimae. Amsterdam: [s.n. 1630]. Bella mappa colorata a mano all'epoca delle isole Molucche in Indonesia. (foglio: 495 x 603mm; mappa: 375 x 485mm). Colorata a mano all'epoca (lieve macchia di umidità al margine inferiore sinistro). A fine hancoloured map of the Maluku Islands. Stima minima: 300,00
Stima massima: 500,00
2607
[BOCCA] -- Albero genealogico della Famiglia Bocca di Pisa. Toscana: 1616 (?). Commissionato dal nobile Giuseppe Bocca.

Bellissimo albero genealogico vergato all'inizio del XVII secolo su pergamena, inerente la nobile Famiglia Bocca di Pisa. Disegnato e colorato a mano con arte e particolari, è racchiuso entro cornice riccamente ornata a motivi floreali e vegetali; l'albero affonda le radici nello stemma (ormai decolorato) della casata raffigurato nel lato inferiore della cornice. Ai piedi dell'albero un'iscrizione a tratti difficilmente leggibile reca il nome del committente e la data cronica dell'opera: "BOCCHA / Opus laboriosum Josephus Boccha Antonini filius periecit et in hanc chartam redigendum C. (?) ad perpetuam agnationis suae memoriam A.D. 1616 (?)". 

Pergamena (785 x 610mm). Una nota a piè di pagina riporta il nome del compilatore dell'intera genealogia: "Matt(heus) Patroclius descripsit". In cornice (940 x 750mm). Pergamena interessata da gore di umidità e strappi.

A beautiful genealogical tree on vellum of the Bocca family from Pisa.


[BOCCA] -- Albero genealogico della Famiglia Bocca di Pisa. Toscana: 1616 (?). Commissionato dal nobile Giuseppe Bocca. Bellissimo albero genealogico vergato all'inizio del XVII secolo su pergamena, inerente la nobile Famiglia Bocca di Pisa. Disegnato e colorato a mano con arte e particolari, è racchiuso entro cornice riccamente ornata a motivi floreali e vegetali; l'albero affonda le radici nello stemma (ormai decolorato) della casata raffigurato nel lato inferiore della cornice. Ai piedi dell'albero un'iscrizione a tratti difficilmente leggibile reca il nome del committente e la data cronica dell'opera: "BOCCHA / Opus laboriosum Josephus Boccha Antonini filius periecit et in hanc chartam redigendum C. (?) ad perpetuam agnationis suae memoriam A.D. 1616 (?)". Pergamena (785 x 610mm). Una nota a piè di pagina riporta il nome del compilatore dell'intera genealogia: "Matt(heus) Patroclius descripsit". In cornice (940 x 750mm). Pergamena interessata da gore di umidità e strappi. A beautiful genealogical tree on vellum of the Bocca family from Pisa. Stima minima: 1.000,00
Stima massima: 1.500,00
2608
BOCCACCIO, Giovanni (1313-1375). Le donne famose (De mulieribus claris). Firenze: 1 settembre 1456.

Bellissimo esemplare manoscritto tardo-medievale dell'opera di Boccaccio De mulieribus claris, tradotta in volgare toscano dal Maestro Donato Albanzani da Casentino (ca. 1336 - fine secolo XIV), per Niccolò d'Este forse nel 1397 in occasione delle nozze fra il marchese e la figlia di Francesco II di Carrara, signore di Padova (l'editio princeps: Volgarizzamento di Maestro Donato da Casentino dell’opera di messer Boccaccio De claris mulieribus, rinvenuto in un codice del XIV secolo dell’Archivio cassinese, Milano: G. Silvestri, 1841). Egli volgarizzò altre opere, come il De viris illustribus di Petrarca. Il copista, Francesco di Pagolo Piccardi verso la metà del XV secolo copiò per Poggio Bracciolini alcune opere del Petrarca, poiché era apprezzata in modo particolare la sua scrittura nitida, formatasi nell'ambito della mercantesca romana (lavorò presso la Compagnia dei Monaldi a Roma). La prima testimonianza del lavoro di trascrizione del Piccardi è una copia del Ninfale Fiesolano di Boccaccio terminato nel 1454. Il colophon alla c. 133recto riporta molte preziose informazioni, fra cui la data: "[...] trasllatato inn idioma volgare per maestro Donato di Casentino al mangnifico marchese Niccolò da Esti prencipe e signore di Ferrara / Questo libro è schritto per me Francesco di Pagolo Piccardi a pitizione d'Agniolo Tucci cartolaio adì primo di settembre 1456. Iddio lodato". 

A beautiful medieval manuscript of Boccaccio’s "De mulieribus claris" translated into the Italian vernacular by the master Donato Albanzani da Casentino for Niccolò d’Este. The manuscript was possibly composed during the wedding of 1397 Niccolò d'Este and the daughter of Francesco II of Carrara. 
Donato Albanzani translated other works into the Italian vernacular, such as the "De viris illustribus" by Petrarch. The copyist, Francesco di Pagolo Piccardi, also copied some works by Petrarch for Poggio Bracciolini; the first testimony of his work is a copy of the "Ninfale Fiesolano" by Boccaccio finished in 1454.

The colophon containts some very precious information among which the date: "[...] trasllatato inn idioma volgare per maestro Donato di Casentino al mangnifico marchese Niccolò da Esti prencipe e signore di Ferrara / Questo libro è schritto per me Francesco di Pagolo Piccardi a pitizione d'Agniolo Tucci cartolaio adì primo di settembre 1456. Iddio lodato". On the frontispiece there is a beautiful intial “D” decorated with a large frieze in white, blue, green and pink. The arms contained in the bottom part are probably slightly later and are most likely of the Prini family.
There are also some interesting manuscripts annotations of which some are in the hand of Picardi himself and others are slightly later.


BOCCACCIO, Giovanni (1313-1375). Le donne famose (De mulieribus claris). Firenze: 1 settembre 1456. Bellissimo esemplare manoscritto tardo-medievale dell'opera di Boccaccio De mulieribus claris, tradotta in volgare toscano dal Maestro Donato Albanzani da Casentino (ca. 1336 - fine secolo XIV), per Niccolò d'Este forse nel 1397 in occasione delle nozze fra il marchese e la figlia di Francesco II di Carrara, signore di Padova (l'editio princeps: Volgarizzamento di Maestro Donato da Casentino dell’opera di messer Boccaccio De claris mulieribus, rinvenuto in un codice del XIV secolo dell’Archivio cassinese, Milano: G. Silvestri, 1841). Egli volgarizzò altre opere, come il De viris illustribus di Petrarca. Il copista, Francesco di Pagolo Piccardi verso la metà del XV secolo copiò per Poggio Bracciolini alcune opere del Petrarca, poiché era apprezzata in modo particolare la sua scrittura nitida, formatasi nell'ambito della mercantesca romana (lavorò presso la Compagnia dei Monaldi a Roma). La prima testimonianza del lavoro di trascrizione del Piccardi è una copia del Ninfale Fiesolano di Boccaccio terminato nel 1454. Il colophon alla c. 133recto riporta molte preziose informazioni, fra cui la data: "[...] trasllatato inn idioma volgare per maestro Donato di Casentino al mangnifico marchese Niccolò da Esti prencipe e signore di Ferrara / Questo libro è schritto per me Francesco di Pagolo Piccardi a pitizione d'Agniolo Tucci cartolaio adì primo di settembre 1456. Iddio lodato". A beautiful medieval manuscript of Boccaccio’s "De mulieribus claris" translated into the Italian vernacular by the master Donato Albanzani da Casentino for Niccolò d’Este. The manuscript was possibly composed during the wedding of 1397 Niccolò d'Este and the daughter of Francesco II of Carrara. Donato Albanzani translated other works into the Italian vernacular, such as the "De viris illustribus" by Petrarch. The copyist, Francesco di Pagolo Piccardi, also copied some works by Petrarch for Poggio Bracciolini; the first testimony of his work is a copy of the "Ninfale Fiesolano" by Boccaccio finished in 1454. The colophon containts some very precious information among which the date: "[...] trasllatato inn idioma volgare per maestro Donato di Casentino al mangnifico marchese Niccolò da Esti prencipe e signore di Ferrara / Questo libro è schritto per me Francesco di Pagolo Piccardi a pitizione d'Agniolo Tucci cartolaio adì primo di settembre 1456. Iddio lodato". On the frontispiece there is a beautiful intial “D” decorated with a large frieze in white, blue, green and pink. The arms contained in the bottom part are probably slightly later and are most likely of the Prini family. There are also some interesting manuscripts annotations of which some are in the hand of Picardi himself and others are slightly later. Stima minima: 15.000,00
Stima massima: 25.000,00
2609
[BUZZACCARINI, Famiglia] -- Processus pro Iustificatione antiquae nobilitatis Familiae Buzzaccarini de Sismundis de Pisis in Thuscia. Pisa-Lucca, 1747.

Frutto dell'unione di diversi scritti di natura notarile (redatti in lingua latina e italiana), che permettono di ricostruire i circa due secoli di storia della nobile famiglia Buzzaccarini, le cui origini pisane risalgono al secolo XIII. Arricchiscono il codice quattro bellissimi stemmi in acquarello (secolo XVIII) della città di Pisa, di Lucca e della famiglia Buzzaccarini (cc. 2recto-verso, 3recto, 80recto). Alla c. 17recto grande albero genealogico della famiglia ricavato da documenti di archivio dell'epoca, disegnato a mano in acquarello.

Manoscritto cartaceo (cc. 99; 312 x 225mm). Numerose grafie di natura notarile ascrivibili al secolo XVIII. Inchiostro nero e marrone scuro. Preziosa legatura settecentesca di provenienza toscana in piena pelle di colore bordeaux, impreziosita da ricche decorazioni in oro ai piatti e al dorso inserite entro cornici impresse in oro. Piatto anteriore distaccato.

A manuscript containing various notarial documents of the 18th-century. With 4 painted arms of the cities of Pisa, Lucca and the Buzzaccarini family.


[BUZZACCARINI, Famiglia] -- Processus pro Iustificatione antiquae nobilitatis Familiae Buzzaccarini de Sismundis de Pisis in Thuscia. Pisa-Lucca, 1747. Frutto dell'unione di diversi scritti di natura notarile (redatti in lingua latina e italiana), che permettono di ricostruire i circa due secoli di storia della nobile famiglia Buzzaccarini, le cui origini pisane risalgono al secolo XIII. Arricchiscono il codice quattro bellissimi stemmi in acquarello (secolo XVIII) della città di Pisa, di Lucca e della famiglia Buzzaccarini (cc. 2recto-verso, 3recto, 80recto). Alla c. 17recto grande albero genealogico della famiglia ricavato da documenti di archivio dell'epoca, disegnato a mano in acquarello. Manoscritto cartaceo (cc. 99; 312 x 225mm). Numerose grafie di natura notarile ascrivibili al secolo XVIII. Inchiostro nero e marrone scuro. Preziosa legatura settecentesca di provenienza toscana in piena pelle di colore bordeaux, impreziosita da ricche decorazioni in oro ai piatti e al dorso inserite entro cornici impresse in oro. Piatto anteriore distaccato. A manuscript containing various notarial documents of the 18th-century. With 4 painted arms of the cities of Pisa, Lucca and the Buzzaccarini family. Stima minima: 600,00
Stima massima: 800,00
2610
[CONCILIO DI TRENTO] -- Manoscritto. Acta Concilii Tridentini. Secoli XVII (stima desunta su base paleografica).

Esemplare manoscritto contenente gli Atti del Concilio di Trento (1545-1563), nato dall'accorpamento di diverse unità codicologiche, non disposte seguendo l'ordine cronologico degli scritti canonici.

Manoscritto su carta vergellata e filigranata (cc. 418; 275 x 205mm [ma dimensioni lievemente variabili]). Quasi dieci mani diverse concorrono a redigere il volume, tutte riconducibili al secolo XVII, caratterizzate da alto livello di corsività e inclinazione dell'asse a destra. Segnatura e rigatura assenti. Inchiostro marrone scuro di tonalità differenti. Disposizione del testo a piena pagina. Fioriture, bruniture e aloni determinati dall'acidità dell'inchiostro.

Legatura in piena pergamena di riuso. Titolo manoscritto al dorso; bindelle coeve su entrambe le coperte. Taglio con barbe. Provenienza: Luisa Sormani Busca Arconati Visconti (1855-1928; ex libris).

A 17th-century manuscript containing the acts of the "Concilio di Trento". Around 10 different hands compiled the manuscript (some spotting and browning).


[CONCILIO DI TRENTO] -- Manoscritto. Acta Concilii Tridentini. Secoli XVII (stima desunta su base paleografica). Esemplare manoscritto contenente gli Atti del Concilio di Trento (1545-1563), nato dall'accorpamento di diverse unità codicologiche, non disposte seguendo l'ordine cronologico degli scritti canonici. Manoscritto su carta vergellata e filigranata (cc. 418; 275 x 205mm [ma dimensioni lievemente variabili]). Quasi dieci mani diverse concorrono a redigere il volume, tutte riconducibili al secolo XVII, caratterizzate da alto livello di corsività e inclinazione dell'asse a destra. Segnatura e rigatura assenti. Inchiostro marrone scuro di tonalità differenti. Disposizione del testo a piena pagina. Fioriture, bruniture e aloni determinati dall'acidità dell'inchiostro. Legatura in piena pergamena di riuso. Titolo manoscritto al dorso; bindelle coeve su entrambe le coperte. Taglio con barbe. Provenienza: Luisa Sormani Busca Arconati Visconti (1855-1928; ex libris). A 17th-century manuscript containing the acts of the "Concilio di Trento". Around 10 different hands compiled the manuscript (some spotting and browning). Stima minima: 300,00
Stima massima: 500,00
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