Fine Paintings & Works of Art

Ansuini Aste - Viale Bruno Buozzi 107, 00197 Roma

Fine Paintings & Works of Art

giovedì 28 aprile 2016 ore 18:00 (UTC +01:00)
Lotti dal 1 al 24 di 85
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  • Scuola della Russia centrale, Icona con Apparizione di Cristo al...
    Lotto 1

    Scuola della Russia centrale, Icona con Apparizione di Cristo al veteromartire Ignazio e a sant’Ignazio di Sar, fine XVII secolo Tempera su tavola, 33 x 28 cm. Come già rilevato in un expertise di Maurizio Marini, l’icona è databile alla fine del XVII secolo ed è ascrivibile a un maestro appartenente alla Scuola della Russia centrale. Oltre alla presenza sulla sinistra del veteromartire Ignazio, raffigurato mentre mostra il Vangelo, merita ricordare che il culto del venerabile Ignazio di Sar, rappresentato sulla destra, fu particolarmente fiorente nella regione di Vologda, una città della Russia occidentale da cui con ogni probabilità proveniva il committente dell’opera.

  • Scuola della Russia centrale, Icona con Annunciazione, metà XVIII secolo...
    Lotto 2

    Scuola della Russia centrale, Icona con Annunciazione, metà XVIII secolo Tempera e lamina d’oro su tavola, 49 x 38 cm. Come già rilevato in un expertise di Maurizio Marini, l’icona è databile alla metà del XVIII secolo ed è ascrivibile a un maestro appartenente alla Scuola della Russia centrale caratterizzato da uno stile neomedievale. Secondo la tradizione iconografica bizantina è qui rappresentata la doppia apparizione dell’arcangelo a Maria: la prima volta mentre la madre di Gesù è intenta a raccogliere l’acqua da un pozzo, nella scena in alto al centro, e la seconda nella sua camera da letto, nella scena sulla destra, non prima del passaggio di Gabriele per l’atrio della santa casa, episodio raffigurato sulla sinistra.

  • Scuola della Russia centrale, Icona con San Michele arcangelo sconfigge il...
    Lotto 3

    Scuola della Russia centrale, Icona con San Michele arcangelo sconfigge il Demonio, seconda metà XVIII secolo Tempera e lamina d’oro su tavola, 30 x 26 cm. Come già rilevato in un expertise di Savo Raskovic, l’icona è databile alla seconda metà del XVIII secolo ed è ascrivibile a un maestro appartenente alla Scuola della Russia centrale. Vi è rappresentato san Michele arcangelo a cavallo, con nella mano destra il Vangelo e un turibolo che sparge incenso e nella sinistra una lancia con cui trafigge Satana. Raffigurato con una lunga tromba mentre annuncia la vittoria del bene sul male, l’arcangelo guerriero è di color rosso acceso, come il cavallo, mentre alcuni dettagli (come le ali e la veste di san Michele o le ali del cavallo) sono stati eseguiti con la raffinata tecnica della crisografia.

  • Scuola di Mosca, Icona quadripartita con Cristo in croce, Madonne con il...
    Lotto 4

    Scuola di Mosca, Icona quadripartita con Cristo in croce, Madonne con il Bambino e santi, metà XIX secolo Tempera su tavola, 36 x 32 cm. Databile verso il 1850-1860 e dipinta con ogni probabilità a Mosca in uno stile arcaico di memoria ancora sei-settecentesca, l’icona quadripartita mostra al centro, sotto un Dio padre benedicente, un Cristo sulla croce alla cui base giace il teschio di Adamo, mentre intorno sono disposti quattro riquadri con la Madonna con il Bambino e ai loro lati due figure di santi in piedi che guardano verso il centro della composizione.

  • Scuola della Russia centrale, Icona con Madonna e santi, seconda metà XIX...
    Lotto 5

    Scuola della Russia centrale, Icona con Madonna e santi, seconda metà XIX secolo Tempera e lamina d’oro su tavola, 35,5 x 31 cm. Come già rilevato in un expertise di Maurizio Marini, l’icona è databile alla seconda metà del XIX secolo ed è ascrivibile a un maestro appartenente alla Scuola della Russia centrale. Caratterizzata dalla rarità del manto mariano color porpora imperiale invece del più consueto blu di azzurrite, l’opera rientra nel fortunato ambito iconografico della Madre di Dio di Vladimir, il cui prototipo del XII secolo si conserva nella Galleria Tret’jakov a Mosca. Intorno alla Madonna, rispettivamente sulla sinistra e sulla destra, sono collocati i santi Pietro e Speranza e Paolo.

  • Giovanni Permeniatis (attr.), Madonna con il Bambino e santi, prima metà XVI...
    Lotto 6

    Giovanni Permeniatis (attr.), Madonna con il Bambino e santi, prima metà XVI secolo Olio su tavola, 38 x 50 cm. Proveniente dal quattrocentesco palazzo Passionei Paciotti a Urbino (oggi sede della Fondazione Bo), l’opera rientra nel fortunato filone cinquecentesco delle tavole di tradizione bizantina dipinte dai «madonneri» di scuola veneto-cretese. Il quadro mostra lo stile di Giovanni Permeniatis, attivo nella prima metà del XVI secolo e iscritto nel 1523 alla confraternita greca di Venezia.

  • Pittore emiliano, Cristo in croce, fine XVI secolo Olio su rame, 36 x 22 cm....
    Lotto 7

    Pittore emiliano, Cristo in croce, fine XVI secolo Olio su rame, 36 x 22 cm. Databile alla fine del XVI secolo e attribuibile a un pittore di ambito emiliano, questo olio su rame riecheggia i modi del ferrarese Giuseppe Mazzuoli detto il Bastarolo (1536 ca.-1589), di cui riprende l’iconografia devota controriformistica del Cristo in croce sotto un cielo cupo e sullo sfondo di Gerusalemme, come dimostra un confronto con la Crocifissione già nella Pinacoteca nazionale di Ferrara (distrutta nel 1944) e con il Sant’Eligio vescovo in adorazione del crocifisso nella parrocchiale di Trecenta (Rovigo), due tavole dipinte tra anni settanta e ottanta del Cinquecento.

  • Pittore tosco-romano (da Federico Barocci), Visitazione, fine XVI inizio XVII...
    Lotto 8

    Pittore tosco-romano (da Federico Barocci), Visitazione, fine XVI inizio XVII secolo Olio su tela, 44 x 30 cm. Databile tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo e proveniente dal quattrocentesco palazzo Passionei Paciotti a Urbino (oggi sede della Fondazione Bo), il quadretto è una copia della grande pala con la Visitazione di Federico Barocci nella Chiesa Nuova (Santa Maria in Vallicella) a Roma, dipinta nel 1583-1586 e di cui esistono diverse repliche soprattutto sei-settecentesche, tra cui si segnalano quelle nella Galleria nazionale delle Marche a Urbino e nella chiesa dei Girolamini a Napoli.

  • Padovanino, Due putti in un paesaggio con rovine, 1630 ca Olio su tela, 75 x...
    Lotto 9

    Padovanino, Due putti in un paesaggio con rovine, 1630 ca Olio su tela, 75 x 105 cm. Come rivela anche un’antica perizia scritta sul retro della tela («Opera originale del Padovanino. Carlo Grimaldi»), l’opera va assegnata ad Alessandro Varotari detto il Padovanino (1588-1649), figlio del pittore e architetto Dario Varotari. Testimone diretto della sua carriera, Carlo Ridolfi racconta nelle Maraviglie dell’arte (Venezia, 1648) che il Padovanino giunse a Venezia nel 1614 e lì trascorse i restanti trentacinque anni della sua vita, eccezion fatta per un soggiorno a Roma, realizzandovi molte pale d’altare «con le quali si è stabilito nel mondo un perpetuo honore» (Ridolfi 1914-1924, vol. II, p. 92). Formatosi nella sua città natale, da cui mutuò lo pseudonimo, il Padovanino fu un originale interprete della pittura di Tiziano e uno specialista nel rappresentare i putti, come avrebbe ricordato nella Carta del navegar pitoresco (Venezia, 1660) Marco Boschini, secondo il quale i suoi fanciulli, che egli «nutrì di vivacissimo latte», erano «tuti gracia, / tuti amorosi, e tuti morbideti, / fati de riose e late, tenereti, / che de vardarli mai l’ochio se sacia» (Boschini 1966, pp. 428, 718). Il dipinto in esame, databile verso il 1630, si avvicina per il paesaggio e per gli incarnati a opere quali la duplice versione della Venere in un paesaggio del Museo di Grenoble e di Ca’ Vendramin Calergi a Venezia, il Gesù bambino e san Giovannino della Pinacoteca nazionale a Siena, i Putti che giocano in collezioni private (Ruggeri 1988, pp. 113, 118 e figg. 15, 116, 118-119) e soprattutto il Cupido con arco della Staatsgalerie a Stoccarda (Ruggeri 1993, pp. 17-20, 27 e figg. 9-10, 12, 17). In esso, utilizzando ancora le parole del Boschini, si possono ammirare «le carni impastate propriamente di sangue, misto con il latte» tipiche del Padovanino (Boschini 1966, p. 719). Non è da escludere che il quadro – sia per il soggetto sia per le dimensioni e il formato – costituisse in origine una sovrapporta, al pari dei Giochi di amorini in collezione privata (Ruggeri 1993, pp. 90-91, scheda 22).

  • Claude Lorrain (attr.), Capriccio con l’isola Tiberina, 1635-1640 ca. Disegno...
    Lotto 10

    Claude Lorrain (attr.), Capriccio con l’isola Tiberina, 1635-1640 ca. Disegno a penna, inchiostro bruno, acquerello su carta bianca montato su carta color malva, 205 x 200 mm. Come già rilevato da Maurizio Marini in un expertise del 6 agosto 2008, il disegno va attribuito al paesaggista francese Claude Gellée, più noto per la sua provenienza geografica come Claude Lorrain o Claudio Lorenese (Chamagne 1600 - Roma 1682) e considerato tra i maggiori rappresentanti del paesaggio classico del Seicento. Eseguito intorno al 1635-1640, come conferma il confronto con altri fogli di quel periodo in cui l’artista ha coniugato con disinvoltura elementi naturalistici ed elementi architettonici, il disegno mostra una sorta di capriccio o di paesaggio ideale in cui sono rappresentate parti dell’isola Tiberina, rovine classiche e medievali, sullo sfondo in alto a sinistra un gruppo di edifici su cui domina un campanile e in primo piano un ponte a doppia arcata attraversato da alcune persone, mentre altre stanno dialogando sulla riva di un fiume presso una barca. Caratterizzato da un suggestivo effetto pittorico dovuto alla grande perizia del pittore nelle lumeggiature, il disegno testimonia la straordinaria statura di Lorrain anche nel campo della grafica.

  • Ambito di François Duquesnoy, Coppia di putti, metà XVII secolo Bronzo...
    Lotto 11

    Ambito di François Duquesnoy, Coppia di putti, metà XVII secolo Bronzo argentato, 45 cm (altezza ciascuno). Provenienti dal quattrocentesco palazzo Passionei Paciotti a Urbino (oggi sede della Fondazione Bo), i due putti sono stati scolpiti secondo lo stile dello scultore fiammingo François Duquesnoy detto Francesco Fiammingo (1597-1643). Giunto a Roma nel 1618 e considerato tra i principali esponenti del Barocco romano di matrice berniniana, lo scultore di Bruxelles fu uno specialista nella resa vivace e realistica dei putti. Uno dei due putti riecheggia il celebre gruppo plastico di età ellenistica, attribuito da Plinio il Vecchio a Boethos di Calcedonia, raffigurante un Fanciullo che strozza un’oca.

  • Flaminio Torre, Madonna con il Bambino, metà XVII secolo Olio su tela ovale,...
    Lotto 12

    Flaminio Torre, Madonna con il Bambino, metà XVII secolo Olio su tela ovale, 25 x 19,5 cm. Al pari della Testa di vecchio (cfr. lotto n. 13), questo piccolo ovato può essere assegnato al pittore bolognese Flaminio Torre (1620-1661), allievo prima di Giacomo Cavedoni e poi di Simone Cantarini e per il tramite di quest’ultimo, cui succedette con Lorenzo Pasinelli nella gestione della bottega, erede della maniera di Guido Reni. Caratterizzato dall’intenso sguardo tra la Vergine e Gesù bambino, che emergono da uno sfondo scuro da cui affiorano alcune rovine classiche, il quadretto va datato dopo il 1658, quando l’artista entrò al servizio del duca di Modena Alfonso IV d’Este, sovrintendendo alle collezioni ducali e dedicandosi talora a opere di formato ridotto assai apprezzate dai collezionisti privati. Tra queste, non di rado ispirate ai modelli dei grandi maestri emiliani quali i Carracci, il Reni, il Domenichino o il Guercino, una notevole importanza ebbero le immagini a soggetto mariano, in cui – come nella Sacra famiglia con san Giovannino della Gemäldegalerie a Dresda o nella Madonna del latte in collezione privata – il Torre si è concentrato sul rapporto affettivo e colloquiale tra Maria e il Cristo fanciullo con la sua tipica «intimità vagamente languida» (Colombi Ferretti 1977, p. 12). La provenienza dell’opera da Modena ne rafforza l’attribuzione al Torre.

  • Flaminio Torre, Testa di vecchio (San Pietro?), metà XVII secolo Olio su...
    Lotto 13

    Flaminio Torre, Testa di vecchio (San Pietro?), metà XVII secolo Olio su tela, 40 x 26 cm. Al pari della Madonna con il Bambino (cfr. lotto n. 12), questo dipinto può essere attribuito al pittore bolognese Flaminio Torre (1620-1661), allievo prima di Giacomo Cavedoni e poi di Simone Cantarini e per il tramite di quest’ultimo, cui succedette con Lorenzo Pasinelli nella gestione della bottega, erede della maniera di Guido Reni. Contrassegnato da un notevole realismo espressivo e da luci guizzanti che solcano il profilo del vecchio barbuto, forse san Pietro, il quadro va datato dopo il 1658, quando l’artista entrò al servizio del duca di Modena Alfonso IV d’Este, sovrintendendo alle collezioni ducali e dedicandosi talora a opere di formato ridotto assai apprezzate dai collezionisti privati. Durante il soggiorno modenese il Torre eseguì anche diverse teste affini a questa, come quelle di donna (forse la Madonna) e di vecchio (forse un Profeta) nella Galleria Estense e quella di un Santo nella Pinacoteca di Brera, in cui «indugia con scoperti virtuosismi nell’alternanza delle luci e delle ombre, cercando una consistenza materica densa e filante» (Ambrosini Massari 1992, p. 392). Un confronto probante con questo dipinto può essere istituito con le due simili versioni del San Girolamo della Burghley House Collection a Stamford in Inghilterra e della Galleria Pallavicini a Roma, che presentano entrambe il santo di profilo con un’accentuata caratterizzazione fisionomica in un efficace gioco di effetti luministici. La provenienza dell’opera da Modena ne rafforza l’attribuzione al Torre.

  • Ambito di Ciro Ferri, Mosè e le figlie di Jetro, terzo quarto XVII secolo...
    Lotto 14

    Ambito di Ciro Ferri, Mosè e le figlie di Jetro, terzo quarto XVII secolo Olio su tela, 130 x 180 cm. Tratto da un episodio veterotestamentario (Esodo I, 16-22), il soggetto del quadro godette di una notevole fortuna nella pittura cinque e seicentesca e in particolare presso la bottega di Ciro Ferri (1633-1689), il principale allievo romano di Pietro da Cortona. Da due suoi prototipi molto simili, conservati nel Museum of Fine Arts di Houston e nella collezione della Fondazione Roma, derivano più o meno fedelmente sia il dipinto in esame sia una versione quasi sovrapponibile passata sul mercato antiquario londinese il 26 febbraio 2013. Un Mosè e le figlie di Jetro vicino a questo dipinto, custodito al Louvre, fu inoltre eseguito nel 1654-1657 per l’appartamento di Anna d’Austria a Parigi da un altro discepolo di Pietro da Cortona, il viterbese Giovan Francesco Romanelli.

  • Ambito di Jan Frans van Bloemen, Paesaggio con borgo e tempietto, fine XVII...
    Lotto 15

    Ambito di Jan Frans van Bloemen, Paesaggio con borgo e tempietto, fine XVII inizio XVIII secolo Olio su tela, 115 x 156 cm. Il paesaggio mostra sulla sinistra un borgo e un tempietto classico, sotto cui sono raffigurati alcuni pastori e un uomo che pesca in un ruscello, mentre sulla destra, in asse con una cascatella e oltre uno sperone roccioso su cui si erge un edificio appena accennato, si apre una prospettiva che digrada in lontananaza verso una città turrita e dei monti. Opera di grande qualità, caratterizzata da raffinati effetti cromatici e luministici, al pari del Paesaggio con la basilica di San Pietro (cfr. lotto n. 16) essa richiama stilisticamente il nome del fiammingo Jan Frans van Bloemen detto l’Orizzonte (Anversa 1662 - Roma 1749), epigono di Gaspard Dughet e considerato tra i maggiori paesaggisti della sua epoca.

  • Ambito di Jan Frans van Bloemen, Paesaggio con la basilica di San Pietro,...
    Lotto 16

    Ambito di Jan Frans van Bloemen, Paesaggio con la basilica di San Pietro, fine XVII inizio XVIII secolo Olio su tela, 100 x 139 cm. Il paesaggio mostra una veduta della basilica di San Pietro e della zona intorno ad essa come si presentava un paio di secoli prima degli interventi urbanistici di età umbertina. Opera di grande qualità, caratterizzata da una luce calda che bagna il paesaggio e i personaggi le cui sagome rimpiccioliscono per assecondare la fuga prospettica, al pari del Paesaggio con borgo e tempietto (cfr. lotto n. 15) essa richiama stilisticamente il nome del fiammingo Jan Frans van Bloemen detto l’Orizzonte (Anversa 1662 - Roma 1749), epigono di Gaspard Dughet e considerato tra i maggiori paesaggisti della sua epoca

  • Scuola romana, Ritratto di ammiraglio, inizio XVIII secolo Olio su tela, 103...
    Lotto 17

    Scuola romana, Ritratto di ammiraglio, inizio XVIII secolo Olio su tela, 103 x 78 cm. Proveniente dal quattrocentesco palazzo Passionei Paciotti a Urbino (oggi sede della Fondazione Bo) ed eseguito da un artista attivo a Roma all’inizio del XVIII secolo, il ritratto raffigura un ammiraglio in armatura, con la croce dei cavalieri di Malta appuntata sul petto, in piedi davanti a una finestra da cui si intravede una nave. Contrassegnato da una pennellata disinvolta nella resa dei bagliori dell’armatura, ma anche da una caratterizzazione briosa del personaggio, il quadro richiama i modi di Pier Leone Ghezzi.

  • Giulio Aristide Sartorio (Roma 1860-1932), Studio di vegetazione Tecnica...
    Lotto 18

    Giulio Aristide Sartorio (Roma 1860-1932), Studio di vegetazione Tecnica mista su carta, cm 28 x 59. Firmato in basso a sinistra e situato a Roma.

  • Giulio Aristide Sartorio (Roma 1860-1932), Ansa del Tevere Tecnica mista su...
    Lotto 19

    Giulio Aristide Sartorio (Roma 1860-1932), Ansa del Tevere Tecnica mista su carta, cm 28 x 59. Firmato in basso a destra e situato a Roma.

  • Federico Rossano (Napoli 1835-1912), Bosco Francese Olio su tela, cm 33 x 40....
    Lotto 20

    Federico Rossano (Napoli 1835-1912), Bosco Francese Olio su tela, cm 33 x 40. Firmato in basso a destra.

  • Federico Rossano (Napoli 1835-1912), Bosco Francese Olio su tela incollata su...
    Lotto 21

    Federico Rossano (Napoli 1835-1912), Bosco Francese Olio su tela incollata su cartone, cm 28 x 44. Firmato e iscritto sul retro.

  • Cleto Luzzi ( Roma 1884 – 1952 ), Festa religiosa siamese Olio su tela cm 92...
    Lotto 22

    Cleto Luzzi ( Roma 1884 – 1952 ), Festa religiosa siamese Olio su tela cm 92 x 100 firmato in basso a sinistra, con etichetta sul retro recante il titolo del dipinto

  • Federico Fellini (Rimini 1920 - Roma 1993), Libro dei sogni. Anita/Riccardo,...
    Lotto 23

    Federico Fellini (Rimini 1920 - Roma 1993), Libro dei sogni. Anita/Riccardo, 1961 Tecnica mista su carta, 35 x 23, 5 cm. Bibliografia: - Gli ultimi sogni di Fellini, Gianfranco Angelucci (a cura di), Associazione Federico Fellini, Pietroneno Capitani Editore, 1997. - Libro dei sogni, Tullio Kezich, Vittorio Boarini, Rizzoli, 2007. - L’arte di Fellini nella collezione Gèleng e nei costumi di Danilo Donati, Giuseppe Ricci (a cura di), Fondazione Federico Fellini, 2005. - Omaggio a Fellini, Marco Datrino e Tiziana Todi (a cura di), edizione Gall. Datrino, 2009. Esposizioni: - L’arte di Fellini nella collezione Gèleng e nei costumi di Danilo Donati, Museo Fellini, Rimini, 27 novembre 2005 - 20 gennaio 2006. Omaggio a Fellini, Castello di Torre Canavese, giugno 2009.

  • Federico Fellini (Rimini 1920 - Roma 1993), Libro dei sogni. Leone/Bernhard,...
    Lotto 24

    Federico Fellini (Rimini 1920 - Roma 1993), Libro dei sogni. Leone/Bernhard, 1972/74 Tecnica mista su carta, 48 x 34 cm. Bibliografia: - Gli ultimi sogni di Fellini, Gianfranco Angelucci (a cura di), Associazione Federico Fellini, Pietroneno Capitani Editore, 1997. - Libro dei sogni, Tullio Kezich, Vittorio Boarini, Rizzoli, 2007. - L’arte di Fellini nella collezione Gèleng e nei costumi di Danilo Donati, Giuseppe Ricci (a cura di), Fondazione Federico Fellini, 2005. - Omaggio a Fellini, Marco Datrino e Tiziana Todi (a cura di), edizione Gall. Datrino, 2009. Esposizioni: - L’arte di Fellini nella collezione Gèleng e nei costumi di Danilo Donati, Museo Fellini, Rimini, 27 novembre 2005 - 20 gennaio 2006. Omaggio a Fellini, Castello di Torre Canavese, giugno 2009.

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Esposizione:

Viale Bruno Buozzi 107
20 Aprile 2016 ore 10:00 - 18:00
21 Aprile 2016 ore 10:00 - 18:00
22 Aprile 2016 ore 10:00 - 18:00

Via Mercadante 22
26  Aprile 2016 ore 11:30 - 18:00
27  Aprile 2016 ore 10:00 - 18.00
28  Aprile 2016 ore 10:00 - 18.00

Sessioni

  • 28 aprile 2016 ore 18:00 Sessione Unica - dal lotto 1 al lotto 85 (1 - 85)