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Guido Cadorin

(Venezia 1892 - Venezia 1976)
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Biografia di Guido Cadorin

Nato a Venezia nel 1892, mortovi nel 1976, si forma alla scuola del padre e del fratello, decoratori liberty, e alle lezioni di C.Laurenti e C.Tallone all'Accademia di Venezia dove si lega d'amicizia con Ettore Tito. Espone sedicenne al Carnegie Institute e a Ca' Pesaro nel 1908 e per la prima volta nel 1909, con opere d'arte applicata nella sala dedicata al lavoro della sua famiglia, alla Biennale di Venezia dove tornerà a tutte le edizioni tra 1920 e 1934. Espone a Ca' Pesaro nel 1910 e inizia gli affreschi della chiesa di San Vito al Tagliamento. Conquista il successo esponendo alla Prima Internazionale di Roma nel 1911. Rifiuta di aderire al Futurismo. Espone alla mostra della Secessione Romana nel 1915. Esegue nel 1917 le xilografie dedicate a Venezia nella prima guerra mondiale. Durante la guerra lavora come affreschista decorando ville venete. Torna a Ca'Pesaro e all'Opera Bevilacqua la Masa (in personale nel 1919) lungo gli anni Trenta e Quaranta e ancora nel dopoguerra. Allestisce una ersonale nel 1921 alla Galleria Pesaro di Milano, presentata da V.Pica Espone alla Mostra nazionale d'arte sacra di Milano nel 1922, alla Biennale d'arte liturgica di Venezia e alla I Mostra internazionali di arti decorative alla Villa Reale di Monza nel 1923. Nel 1924 è premiato alla Mostra nazionale del Ritratto femminile di Monza nel 1924. È tra i pittori della I e II Mostra di Novecento Italiano alla Permanente nel 1926 e 1929. Espone alla mostra d'arte italiana a New York nel 1926. Nel 1928 è a Parigi. Personale nel 1935 alla Mostra dei 40 anni della Biennale. Ottiene la cattedra di pittura all'Accademia di Venezia. È invitato alle Quadriennali di Roma nel 1931, 1935, 1943 e 1951. Lungo gli anni Venti lavora anche a decorazioni (Hotel Ambasciatori di Roma e casa di Gabriele d'Annunzio al Vittoriale, 1924) e ad affreschi per chiese (parrocchiali di Vidor e Col San Martino). Realizza disegni per vetri soffiati per i maestri vetrai veneziani, per ceramiche e mobili laccati. Nel 1930 realizza il mosaico absidale della chiesa di San Giusto a Trieste; nel 1938 realizza un pannello decorativo per la Rotonda della Biennale, nel 1939 collabora con un affresco di clima novecentista, il "Giudizio di Salomone", alle decorazioni per il Palazzo di Giustizia di Milano. Saggi sull'artista appaiono lungo gli anni Trenta ne L'Illustrazione Italiana, a firma Benco, Nicodemi e Repaci; G.FìDamerini ne sctrive nella Nuova Antologia nel 1943, A.Carpi lo presenta in catalogo alla Galleria Mediolanum di Milano nel 1946; personale alla Galleria Cairola nel 1955; di V Guidi il testo per la mostra alla Sala Napoleonica del Museo Correr di Venezia nel 1957; opere di Cadorin alla mostra fiorentina di palazzo Strozzi Arte moderna in Italia 1919-1935 con uno scritto di G.Perocco; mostra antologica organizzata dal Comune di Venezia nel 1967, a cura di P.Rizzi, al Casinò; di G.Marchiori la prefazione al catalogo "I Cadorin", Firenze 1968; mostra antologica prefata da M.Valsecchi alla Galleria Schettini di Milano nel 1970; mostra antologica alla Galleria Sagittario di Pordenone nel 1971. Opere dell'artista alla mostra bolognese "La Metafisica: gli Anni Venti" e "Les réalismes 1919-1939 al Centre Pompidou di Parigi nel 1980. L'artista è compreso nel saggio di R.Bossaglia "L'ultimo Novecento", Milano 1982. Dipinti a "Il Novecento Italiano 1923-1933" alla Permanente di Milano nel 1983; dipinti e opere d'arte decorativa in "Venezia, gli anni di Ca' Pesaro 1908-1920, Milano 1987. Bibliografia: V.Terraroli, Cadorin, in Dizionario biografico degli Italiani, XXXIV, I supplemento, Roma 1988.


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