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Giuseppe Banchieri

(Milano 1927 - Poveromo 1994)
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Biografia di Giuseppe Banchieri

Nato a Milano nel 1927, morto nel 1994 ai Ronchi di Massa Carrara, Giuseppe Banchieri, compie studi classici a Firenze e si dedica alla pittura iscrivendosi all'Accademia di Belle Arti del capoluogo toscano per proseguire la formazione a Milano, ai corsi di Aldo Carpi in Accademia di Brera. Gli viene assegnata una borsa di studio per Segovia dove espone alla mostra del Premio internazionale di pittura del 1955. Del 1956 è la prima personale alla Galleria Pater di Milano, con presentazione di M.De Micheli. Nel 1957 vince il Premio San Fedele. Lavora accanto agli artefici del Realismo esistenziale Guerreschi, Ceretti, Romagnoni e con Vaglieri e Ferroni. Espone alle Biennali di Venezia del 1958 e 1962 (Premio Ginori) e alle Quadriennali romane del 1959, 1965, 1972; nel 1959 alla Biennale di Parigi e alla III Biennale del Mediterraneo ad Alessandria d'Egitto. Nel 1960 è premiato al Festival dei giovani a Mosca; nel 1961 alla Biennale del Mediterraneo. Nel 1963 partecipa alla rassegna "La nuova figurazione a Milano dal 1943 al 1963; nel 1964 alla mostra "La nuova figurazione" con Calabria, Ferroni, Giannini, Guccione, Guerreschi e Vespignani al Circolo degli Artisti di Biella. Nel 1964 espone all'Omaggio a Romagnoni alla Galleria del Centro San Fedele di Milano, nel 1965 a "Continuità figurativa: pittori d'oggi" a Salsomaggiore; espone con Vaglieri da Bergamini. Nel 1967 è Premio del Comune di Firenze al "Fiorino". Nel 1968 è primo premio della Permanente alla Biennale di Milano. Nel 1969 è invitato alla VII Biennale di Alessandria d'Egitto; nel 1970 è invitato alla III Biennale d'arte grafica italiana a Faenza. Nel 1970 è tra i "Sei pittori a Milano 1955-1960" presentati da G.Mascherpa alla Galleria Eunomia di Milano ed espone alla Rassegna di pittura del Premio Ramazzotti a Palazzo Reale. Nel 1973 espone alla rassegna "Pittura in Lombardia 1945-73" alla Villa Reale di Monza. Nel 1977 un suo dipinto entra nella Pinacoteca civica di Gallarate ed espone a "L'ultima ringhiera: arte figurativa e cultura a Milano 1950-60" alla Compagnia del Disegno. Nuclei di opere alle rassegne piacentina e milanese "Dal Realismo esistenziale al Nuovo racconto" curate da G.Mascherpa alla Pinacoteca Ricci Oddi e al Centro San Fedele rispettivamente nel 1978 e '81. Banchieri è presente a varie edizioni della Biennale di Milano lungo gli anni '70 e '80. Sue opere alle rassegne "Anni 50-60: esperienze della pittura in Lombardia" a Sestri Levante nel 1987 e "Anni '50: pittura in Lombardia, Piemonte, Liguria" al Castello di Sartirana nel 1991. Espone alle mostre monzesi sul Realismo esistenziale e sulla pittura di racconto allestite dalla Galleria Montrasio lungo gli anni '80 e alle rassegne milanesi alla Permanente "Realismo esistenziale" curata da M.De Micheli, G.Mascherpa, G.Seveso nel 1991 e "Pittura in Italia 1945-1990" nel 1992. Opere nel 1995 a "Figure della pittura: arte in Italia 1956-1968" a Conegliano Veneto e a "I luoghi dell'immagine" a Palazzo Ducale di Lucca; nel 1997 a "Guerreschi e il Realismo esistenziale: gli anni '50-60 a Milano" con scritti di M.De Micheli e F.Buzio Negri alla Galleria Civica di Gallarate e a "Figurazione e Trasgressione" a Volterra e Carmagnola; nel 1999 alla mostra "Fra storie e cose. Realismo esistenziale e dintorni" a cura di M.Corgnati a Palazzo Sertoli di Sondrio; nel 2001 a "Realismi", con testo di E.Pontiggia, alla Galleria Montrasio di Milano. Dal 1957 aveva iniziato un fervido curriculum espositivo presso gallerie private, con innumerevoli personali, a partire da quella da Bergamini di Milano, dove ritornerà nel 1961, 1963, 1966. Nel 1959 è alla galleria Elmo a Roma, nel 1963 alla Sfera di Modena, nel 1967 alla Chiocciola di Padova e alla Montrasio di Monza. Nel 1968 alla galleria Il Gotico di Piacenza, nel 1970 da Rotta a Genova e a Valdagno, Alessandria e Piacenza; nel 1972 all'Incontro di Borgomanero, da Montrasio a Monza e allo Studio F 22 di Palazzolo; nel 1977 alla galleria Santa Croce di Firenze e da Gioacchini ad Ancona; nel 1978 alla galleria Davico di Torino e da Guerrieri a Lucca; nel 1979 alla galleria San Marco dei Giustiniani a Genova, nel 1980 alla Schreiber di Brescia, nel 1981 alla Santacroce di Firenze; nel 1985 e in successive occasioni alla Galleria 32 di Milano; nel 1987 di nuovo alla Schreiber di Brescia, nel 1989 al Cannocchiale di Milano, nel 1990 ad Ancona e Forte dei Marmi; nel 1991 da Forni a Bologna, al Gabbiano di Roma, nel 1993 da Biasutti a Torino, a Pistoia e Piacenza, nel 1994 alla Galleria Comunale d'arte di Cesena; nel 1995 alla galleria Officina di Brescia. Ampie antologiche commemorative a Palazzo dei Priori di Volterra e al Castello piemontese dei Busca di Mango nel 1999. La sua bibliografia data da recensioni di G.Angelici alle mostre di giovani pittori versiliesi nel 1953. M.Valsecchi parla di Banchieri la prima volta nel 1954, nella recensione della mostra dell'artista (con Guerreschi) alla galleria Pasquini; M.de Micheli nel 1954 e in molte occasioni espositive milanesi successivamente; nel 1956 D.Morosini ne scrive su "Realismo"; recensioni a firma G.Kaisserlian, F.Russoli, R.De Grada, E.Vitali per la mostra milanese con Banchieri alla Galleria Pater mentre la mostra da Bergamini è recensita anche da G.Ballo, M.Lepore, G.Giani. L.Budigna scrive di Banchieri su "La Fiera Letteraria" in occasione del Premio San Fedele. Di D.Morosini la presentazione della personale romana del 1959, recensita da L.Trucchi su "La Fiera Letteraria" e da V.Apuleio, A.del Guercio, M.Venturoli. Autopresentazioni di Banchieri, Ferroni e Luporini nel catalogo della galleria Bergamini nel 1959 mentre è di De Micheli la presentazione per la mostra di Banchieri e Ferroni alla galleria padovana del Pozzetto nel 1961. Autopresentazioni per la collettiva con Ferroni, Sughi e Vespignani da Bergamini lo stesso anno, e ancora testi di De Micheli per la personale del '63 da Bergamini, la successiva mostra di gruppo (Aricò, Banchieri, Caminati, Cazzaniga, ceretti, ferroni, Guerreschi, Luporini, Romagnoni, Vaglieri) e per la nota sul "Realismo esistenziale" nella terza sezione della mostra "Milano 70\70" al Museo Poldi Pezzoli nel 1972. Di G.M.Farroni la presentazione per la personale anconetana e di P.C.Santini il testo per la mostra lucchese del 1978. Di R.Tassi e S.Crespi i testi per la personale milanese del 1985. Di M.De Stasio e E.Pontiggia i testi per la mostra milanese del 1992. La pittura di Banchieri, principiata, come per i coetanei, nei toni del realismo, si affaccia alla stagione esistenziale con una trepida partecipazione alla natura segreta dei luoghi e delle cose, trascritta con grafia sempre più inquieta e intrisa, in preziose gamme di grigi, delle luci polverose tipiche della pittura fiorita attorno al '60 nella metropoli lombarda. Ai temi delle periferie, delle case di ringhiera, delle biciclette poggiate ai muri o sul ciglio dei magri prati nebbiosi, seguono quelli delle spiagge viareggine, dalle preziose valenze grafiche, presentati alla Biennale del '62; degli atelier del pittore e degli 'interni-esterni' che contemplano in seguito, a volte, anche l'uso di frammenti di collage fotografico e assumono negli anni '70 valenze iperrealistiche per giungere quindi alla proposta di icone quasi cristallizzate, in una riduzione cromatica a toni acidi, negli anni '80. La figura umana è considerata in questa pittura satura di ricordi evocati attraverso coacervi di oggetti, quasi esclusivamente per l'ombra che raramente si angola negli ambienti. Banchieri ha affiancato alla pittura una pregevole attività incisoria. Bibliografia: N.Micieli, Giuseppe Banchieri, opere 1955-1981, catalogo mostra di Volterra, Viareggio 1999.


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