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Lidia Bachis

(1969)
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Biografia di Lidia Bachis

PRINCIPALI TESTI:

”Le ladies killer e la perfetta maledizione del genere femminile”

Un’intera generazione di artisti ha ormai assimilato alcune caratteristiche che contradistinguono la nostra epoca e le ha fatte propie incanalandole in quello che,nonostante l’indifferenza di chi ancora non vuol sentire e non vuol vedere, è diventato-al di là delle molte differenze stilistiche e tecniche che dividono il lavoro di ogni artista da quello dell’altro-il linguaggio emergente dell’arte italiana di questi anni,quello che ha saputo mutuare dai propri padri e dai propri fratelli maggiori il recupero di un linguaggio pittorico colto stilisticamente raffinato, incuneato su una sensibilità tutta contemporanea che si nutre voracemente di tutto ciò che gli altri linguaggi come quello della moda e delle pubblicità, gli possono offrire in termine di valore aggiunto sia estetico che concettuale.
Lidia Bachis s’è inserita in questo discorso con forza e determinazione.
Il suo lavoro assume una consistente carica di energia e di novità, in rapporto anche alla sua capacità di raffinatezza formale, soltanto e soprattutto se lo si inquadra nei due elementi costitutivi,dal punto di vista sociologico e da quello filosofico, di questi nostri anni: quello del conflitto diffuso e quello della finzionalizzazione del reale.
Lidia Bachis ha creato, con sorprendente leggerezza e piacevolezza formale, una galleria di giovanissime “lady killer” dall’apparenza anonima quanto straordinariamente seducente, una serie di misteriose dark ladyes appartenenti a un universo che è allo stesso tempo quello delle pubblicità che costituiscono ormai parte consistente del nostro paesaggio urbano contemporaneo, della cronaca, che ci viene sbattuta ogni giorno addosso dai giornali e tivù (le milli e mille Violette Nozière tante amate da anarchici, surrealisti e intellettuali contro per la loro crudeltà adolescente), ma anche della moda e della finzione elettronica(videogiochi,playstation e internet).
E sono figlie dell’universo fumettistico e finzionale grazie alla loro carica di simboli, armamentari, ideogrammi-scritte giapponesi sugli avambracci e sulla schiena che paiono prelevate direttamente dall’universo manga-e grossi kalashinikov in spalla che ricordano gli immensi fucili di fumettacci raffinati e geniali come Tank Girl,sguardi seducenti e pose da starlet erotiche.

( testo tratto da “Pastonudo” catalogo a cura di A.Riva)


“E le sue stanze tutte per se “

All’interno di una possibile zoomata nell’attualità delle nuove tendenze dell’arte,la presenza rinnovata dell’immagine ha sicuramente un posto predominante, animato da urgenza comunicativa e da necessità predatorie e nomadiche nei confronti del proprio contesto multiculturale e plurilinguistico.
In quest’ambito si colloca la ricerca di Lidia Bachis , seppure in una posizione trasversale rispetto alle più accellerate sperimentazioni figurative mediali e digitali.
Il suo attuale lavoro, infatti, seppur legato alla tradizione pittorica-fatta di impasti e gesti perentori sulla superficie se ne affranca attraverso una strategia che allude alla tecnologia,suggerendone e a volte mimandone il carattere sostanziale.
L’olio, di lenta e minuziosa esecuzione, si stratifica sul più sintetico Pvc giocando con la ripruduzione dell’immagine, contaminandola, a tratti facendola emergere, piatta, algida, altre riassorbendola attraverso la materia cromatica e organizzando la composizione su piani sfalzati, come in un fuori sincrono dall’alto tasso stra-niante capace di dar corpo a particolari soggetti: doppi ritratti d’impatto cinematografico.

(brano tratto dal catalogo “E le sue stanze tutte per se” di B.Martusciello).


“Si Disapprova”

A metà tra pittura e tecnologia troviamo Lidia Bachis .
Lei dipinge ritratti speculari in due parti, incrementando la sua galleria di volti che abbiano una storia forte alle spalle.
Adotta il primo piano e cerca possibili scambi tra manualismi e specularità digitali.
L’ulteriore conferma che la pittura può assumere connotati diversi, talvolta elettronici, ma non per questo riduttivi, del linguaggio.
Il nuovo soggetto è Lara Croft, eroina fantasy che irrora l’immaginario collettivo.
Mi fa piacere ritrovarla in una mostra dove proprio il fumetto crea una seconda realtà contro le reali censure.
Tra vita fisica e vita virtuale, Lara Croft simboleggia il nostro rapporto con la tecnologia, la potenza femminile e la libertà mentale di tutti noi.

(brano tratto dal catalogo della mostra “ Si Disapprova a cura di G.Marziani.)


MOSTRE:

1996
“The Unger Gathering” Villaggio Globale-Roma
Partecipazione all’Installazione “Il gioco del senso e del non senso” di C. Pietroiusti- XII Quadriennale-Roma

1997
“Incontri di Culture” Stadio Flaminio-Roma
“La donna tra mito, storia e attualità” Museo dell’Arte e dell’Archeologia-San Buono (Vasto) a cura di F.Pietracci

1998
“La fiera degli amori” Studio Lipoli-Roma a cura di N.O.Posti
“Il meglio dell’Arte Contemporanea” a cura del comune di Orvieto-Palazzo del Popolo

1999
“Incontri D’Arte” Palazzo dei Papi-Viterbo
“La cattedrale nel non deserto”GalleriaImpressioni-Pesche a cura di J.E.Crevel
“Si Disapprova” Ex Mattatoio-Roma a cura di G.Bertolucci,P.Graziosi,G.Marziani

2000
“Si Disapprova”Palazzo Arroni-Spoleto
“E le sue stanze tutte per sé”-Roma a cura di F.M.Romano e B.Mrtusciello
“E…state”parco del colle Oppio-Roma a cura di Studio Lipoli
“Bianco Natale” Riparte Caffè-Roma a cura di Studio Lipoli

2001
“E non ci indurre in tentazione” Torretta di Ponte Milvio-Roma a cura di A. Giovanetti
“Cari Artisti vicini e lontani…”Scuderie Aldobrandini, Frascati –(Roma)- a cura di .Rumma
“Match” Galleria F.Russo-Roma a cura di M.Di Capua e B.Martusciello
“Riparte 2001” Roma

2002
“Arte&Successo” edito da M.W.Publisher in collaborazione con B.Martusciello:
24 aprile Fondazione Bevilacqua la Masa-Venezia
23 maggio Palazzo delle Esposizioni-Roma
6 giugno Museo Arte Contemporanea-Biella
7 giugno Rotaract Club-Biella

“Pastonudo” personale a cura di A Riva-Cesena Maretti Arte Contemporanea
“Pastonudo” a cura di A.Riva, Mac Arte M.Marittima.


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