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Gian Genta - Biografia
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Gian Genta 68 anni è nato Savona dove risiede.
Selezionato ben due volte al Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011 oggi la sua attività lo vede impegnato quasi esclusivamente nella ceramica.
Assiduo frequentatore dei circoli e della mitica scuola artistica Albissolese fin dagli anni 60-70 dopo l’esordio alla quadriennale di Roma Gian Genta vive a stretto contatto con i più grandi nomi dell’arte italiana con cui ha un rapporto di amicizia ma al tempo stesso di riservatezza e di rispetto affascinato dalle differenti qualità di ,Jorn, Lam, Fabbri, Sassu, e Fontana ed altri con cui ha avuto modo di ragionare e di riflettere.
Come artista Gian Genta ha trovato solo in anni recenti un rilevante interesse da parte di critica e pubblico, fondamentale è stata la sperimentazione con la creta, prima presso la bottega di Turi d’Albissola ed in seguito presso l’atelier di Sandro Soravia che tuttora lo ospita per la cottura delle sue ceramiche.

Selezione eventi 2007 /2012:

2007 - “Arte Parma 2007”, Arte Fiera, Parma. “Poesia con creta”, Personale Comune di Spotorno. “Il posto che cercavo”, Borgo telematico Colletta Personale Open space, Colletta di Castelbianco. “Premio Seetal 07”, Kunst forum international Collettiva Internazionle, Finalista a catalogo, (Svizzera). “ArteRoma 2007”, Galleria Crispi Collettiva internazionale, Roma. “Arte e non violenza”, ANTS Collettiva Internazionale, Firenze. “Virtutem Forma Decorat”, 900Artgallery Collettiva Internazionale, Rovato (Bs).

2008 - “Vernice Art Fair”, Fiera di Forlì Mostra Mercato, Forlì. “Conche bacini e pignatte”, Festival internazionale della maiolica, Albisola Superiore. “Quelli del Talian”, Festival internazionale della maiolica, Albisola Mare. “Mostra scultura ceramica”, Palazzo Tovegni Collettiva sculture, Murazzano. “Piral Arte”, Selezione di opere ceramiche Sala Fabbri, Albisola Superiore. “Artemoderna”, ASTA d’Arte contemporanea Galleria ARTECAPITAL, Brescia. “Arte in Villa 2008”, Tre Artisti a Villa Serra, Genova S. Olcese. “Pozzo Garitta”, Personale, Albisola. “Artinterni”, ASTA d’Arte contemporanea Galleria ARTECAPITAL, Brescia. “Portoni Aperti” Festa della ceramica, Selezione di opere ceramiche, Nove (VI). ECOMUSEO di Ronco Biellese, Personale, Ronco Biellese. “Vetrine d’artista”, Cassa Risparmio Savona, Personale, Savona. “Alba Chiara”, Personale, Albisola.

2009 - “Arte Dubai”, MUSEUM OF AMERICAS, Dubai. “Cocci d’Arte”, Academia Montis Regalis, Mondovì. “Donne Sirene madonne”, Personale Chiostro Convento San Francesco, Savona.

2010 - “Casa D’aste Rubinacci”, ASTA d’Arte contemporanea, Genova. “Vernice Art Fair 2010”, Artefiera Forli, Forlì. “Atelier degli Artisti”, Fortezza del Priamar, Savona. “Festival della Maiolica”, Festival 2010, Albissola Mare. “Candelo in Fiore”, Museo dell’ecoceramica del Biellese, Candelo. “3 galli giovani donne e qualche civetta”, Personale, Villa Scasso, Sassello. “50 sima mostra ceramica”, Personale, Fornace di Castellamonte. “Ceramica al castello”, Castello Del Carretto Millesimo. “La mano espressione della mente”, Sala del Commissario Priamar, Savona. “Cocci D’Arte”, Palazzo Oddo, Albenga.

2011 - “Vernice Art Fair 2011”, Artefiera Forlì, Forlì. “Collezione arte sacra”, Museo Santa Rossello, Savona. “Atelier degli Artisti”, Fortezza del Priamar, Savona. “Festival della Maiolica”, Albissola Mare. “Vetrine d’Artista”, Personale, Osteria del Varadrillo, Albissola Mare. “Ou allez vous la belle”, Personale, Sala mostre Nyala, San Remo. “54 Biennale di Venezia. Padiglione Italia” Galleria Vittorio Emanuele, Milano. “Vetrine d’Artista”, Installazione, Centro Arte restauri, Albissola Mare. “La luce e la forma”, Selezione 6° Biennale Internazionale d’Arte di Ferrara 2012, Castello Estensi, Ferrara. “Declinazioni d’arte”, Centro artistico culturale Bludiprussia, Albissola Marina. “Percorsi e protagonisti tra Savona e Genova”, Biblioteca Berio, Genova. “La Ceramica di Natale”, Circolo degli Artisti, Albissola Marina. “54 Biennale di Venezia. Padiglione Italia, Palazzo delle Esposizioni – Sala Nervi, Torino.

2012 - “Atelier Degli Artisti”,
personale di Gian Genta, Priamar di Savona. “Incontri con l’Artista”, selezione della Galleria Merighi, (artisti: M. Kostabi, M.N.Rotelli, G. Moiso, M. Lodola, A. Capuzzo, Gian Genta, A. Bencich, A. Sala, G. Tiranti, M. DiNieri, I. Cuvato, E. Carotti, C. Massa, Y. Plaka, G. Buschiazzo, M. Demar Tino, C. Rolfi Brescianini, P. Bonetto, S. Abbatepaolo), Hotel Torre, Celle Ligure. “Gian Genta con i ceramisti di Castellamonte”, Castellamonte. “Gian Genta. Due galli, un cane e donne sole tra libri e civette”, sale del Filanda Cafe’ di Albissola Superiore, Golf Club di Borgo degli Erchi a Luceto. “Change Contemporary Ceramic Art”, (artisti: Silvia Calcagno, Terry Davis, Mariano Fuga, Gian Genta, Rita Miranda, Simone Negri, Brenno Pesci, Jasmine Pignatelli, Franco Rampi, Paola Staccioli, Paolo Staccioli), Centro Ceramico Fornace Pagliero, Castellamonte. “Gian Genta. Labbra becchi e libri chiusi”, Arianna Sartori
Arte & Object Design, Mantova. “La Modella per l’Arte” 20 famosi artisti italiani per realizzare un quadro sulla “donna d’oggi” (Ugo Nespolo, Marco Lodola, Bruno Donzelli, Fernando de Filippi, Luca Alinari, Antonio Pedretti, Brescianini Da Rovato, Cinzia Pellin, GiamPaolo Talani, Andy, Antonio Tamburro, Ludmilla Radchenko,
Stefano Puleo, Domenico Simonini, Aldo Parmigiani, Claudio Giulianelli, Luciano Crepaldi, Teresio Ferrari, Gian Genta e Sergio Unia).


Brevi cenni critici

Sono immagini plastiche, emulsionate nel segno simbolista, affioranti, come richiamate da un desiderio di sintetetismo onirico, per rafforzare una dimensione dove anche la ragione ha i suoi sogni.
Ricordi e archetipi di una cultura classicheggiante, umana, riversata nella fantasia degli stessi segni,filtri sospesi con la dolce persuasione del colore vibrante.
Mi ha colpito particolarmente il simbolismo arcaico della Lunigiana.
Alfredo Pasolino - storico e critico d'arte

Quella di Gian Genta, artista, ceramista, poeta 63enne, savonese di nascita e nel cuore, è una ricerca univoca e continuativa alla scoperta dell'uomo, delle sue origini e del suo io più profondo.
Ricerca complessa , turbinosa, spesso travalicante i confini dell'onirico, ma mai distaccata nei suoi assiomi, dalla realtà umana più vera.
Una ricerca intimista palese, un espressionismo non solo formale ma pienamente assimilato e rielaborato secondo parametri di assoluta originalità.
E' un primitivismo forte, talora disturbante e grottesco, ma vivo e profondamente vero.
Assoluto come si potrebbe definire, nell'essere insieme primi-genio e attuale.
Con quei volti che ricalcano quelli di statuette arcaiche e l'inserzione di oggetti uniti in soluzioni biomorfe che sono al contempo critica e visione piena dell'umanità d'oggi.
Dr. Andrea Coppini - redattore e critico d'arte

Unisce al talento artistico e alle particolari capacità espressive una grande umanità e una personalità vulcanica, positiva, ricca di energia. Un'intervista quindi che parla di arte, di vita e di ciò che significa essere artista in questo momento storico.
Un grazie a Gian Genta per il suo personale apporto e la sua schietta testimonianza.
Anna Ferrari - redattore e critico d'arte

Ho conosciuto Gian Genta tramite il palcoscenico infinito di internet, ma personalmente il suo sguardo si è rivelato gioviale e trasparente, anche se la sua poliedricità non nasconde le sorprese tipiche di un personaggio eclettico e dal vissuto interessante.
Lo stupore inizia da un vivace scambio di impressioni riguardo ad una sua opera, “Come le foglie”, da lui concepita per interpretare l’immagine di un albero, ma dal risultato finale di tutt’altro aspetto. Dalle sue mani è nata infatti una figura antropomorfa, che ricorda un pesce fantasioso che emerso dagli abissi marini ostenta una bocca carnosa, icona della moderna chirurgia plastica, che si apre sensuale su un profilo di donna egizia o, se lo sguardo si posa sul lungo collo, tribale.
Se avessi dovuto battezzarla, l’avrei chiamata “La sirena afro-egizia”
In ogni statua si condensano mille emozioni di stampo metafisico, in quanto un oggetto è tale per qualcuno ma non per tutti, dal momento che ogni fruitore può intravedervi immagini ed emozioni differenti, a seconda del suo percorso individuale.
E se la moderna genetica un giorno fosse in grado di partorire esseri come questi, metà donna e metà pesce, metà albero e metà sfinge?
Gian Genta, dal canto suo, si limita a crearli per gioco e per passione, forse non conscio del fatto che talvolta la realtà supera la fantasia.
Perché, è risaputo, a volte gli artisti sono anche un po’ veggenti.
Silvana Gatti - critico d'arte

“Guardando le opere di Gian Genta non possiamo non rilevare un’espressione di bellezza che di fatto è firma distintiva di tutta la sua ricca attività artistica.
L’artista savonese porta l’esultanza creativa del suo temperamento unita al sottile ingegno indagatore nell’espressione dei volti delle giovani donne, nell’essenzialità dei volumi, nell’eleganza delle soluzioni decorative e nel taglio particolarissimo delle belle teste femminili così come in genere in tutta l’opera ceramica ove sempre è evidente un forte intento espressionistico che si traduce in forme raffinatamente arcaizzanti. Sculture straordinarie per maturità di visione, per intensità espressiva di certe semplificazioni plastiche dove l’affettuosa restituzione della verità del soggetto coincide con la preoccupazione della forma preziosamente stilizzata in un bivalente accordo frutto di una sensibilità umana che trasforma i molteplici soggetti iconografici in forme di ideale bellezza non scevre della loro concreta fisicità.”
Giorgia Cassini - Critico e curatore d’arte

Gian Genta è un artista che ha scelto la sapienza e la maturità di una tecnica millenaria come la ceramica per proiettare la sua interpretazione del mondo e il suo universo sensitivo esprimendosi attraverso la raffigurazione di volti prevalentemente femminili.
Tutte le sue figure hanno un nome,una identità,ma esse non rivelano il mistero della loro origine,lasciando al mistero quello che al mistero appartiene.
In ogni opera c’è un’importante concentrazione di emotività ,che partecipa attivamente allo spazio scultoreo tramite una misurata economia delle forme.
Ma in queste composizioni niente è fermo ,tutte le opere godono di una intensa dinamica impartita anche dal colore, elemento fondamentale:tenui o travolgenti,le cromie appartengono sempre alla stessa essenza delle opere e non vengono mai sovrapposte alla superficie della forma sin dall’origine del lungo processo alchemico che la ceramica richiede.
L’artista propone in ogni ritratto un nuovo sguardo sul mondo, sono volti che interpellano indagando lo spettatore in modo sottile e silente ,ma sempre inquietante e con una grande adesione alla bellezza.
Laura Fernandez - Critico e curatore d’arte

Artista a tutto tondo, il savonese Gian Genta modella la materia ceramica con la tecnica del colombino, facendo emergere volumi e figure, costruendo forme secondo uno schema preferenziale, con un sentire particolare per la figura femminile e per ciò che identifica il sapere. L’arte di Genta consuma la materia argillosa e dà vita alla sua essenza più fantastica e fantasticata: la quintessenza ovvero la pietra filosofale.
Solo un artista riesce a creare ciò che non esiste in natura, perché dare forma ad una scultura significa per Genta realizzare materialmente e metaforicamente l’essenza primaria di tutte le cose.
Per lo scultore anche il colore è basilare, è una delle note artistiche che lo definiscono: smalti e ossidi, dai colori evidenti e forme particolari rivelano un’insopprimibile tendenza a lavorare senza imposizioni culturali. L’artista, esplorando la dimensione ceramica con l’impronta della fantasia e dell’originalità, gioca con personaggi, libri e animali e li traduce nella realtà di una scultura.
Quali materiali, quali colori e quali tecniche preferisce usare?
“Fare ceramica e farla di certe dimensioni non è facile. Lavoro senza stampi, modellando poco per volta verso l’alto, per questo uso terre semirefrattarie o refrattarie. A volte faccio l’ingobbio per accelerare il processo di colorazione che poi definisco in seguito.
Tratto i miei pezzi in modo molto personale: dalla prima cottura esce il biscotto, allora intervengo con ossidi di rame, ferro e cobalto e faccio una seconda cottura. Infine nella terza uso gli smalti. L’effetto che deriva da tre cotture a mille gradi sono colate di smalto, fusioni di ossidi che insieme al forno compiono il miracolo della trasformazione del colore.”
Intervista Artista del mese Gian Genta di Anna Maria Faldini

L’opera ceramica di Gian Genta si ricollega alla scultura del novecento passando per grandi nomi :dai volti dai colli allungati di Modigliani per passare attraverso le esperienze espressioniste dove i visi sono travolti dal dolore e dove l’uso del colore acquista una valenza essenziale nella traduzione degli stati d’animo.
Gian Genta, attraverso la ceramica,ripercorre la strada già affronta tata nel passato,ma la caratterizza con una particolare forza interpretativa.
Le teste al limite della deformazione ,sono proiezioni del dolore e dell’interiorità del soggetto che introietta nella propria fisicità il dramma che sta vivendo nell’animo.
Che si tratti di un dolore esistenziale o personale non è dato saperlo.
Da qui le espressioni perse nel vuoto,i capi reclinati in segno di sconforto,le bocche aperte in segno di una profonda sofferenza quasi a gridare al cielo la propria disperazione.
L’introduzioine dello smalto e del colore diviene elemento decisivo nella poetica di Gian Genta.
Cromatismi violenti,rossi gialli,verdi,amplificano il dramma interiore con una trasposizione che assorbe lo spettatore nella tensione della scultura.
Silvia Campese - Critico e curatore d’arte



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